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ASD e RUNTS: conviene iscriversi al Terzo Settore?

Negli ultimi anni il RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) è diventato il punto di riferimento per il mondo non profit.

Molte Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) si stanno chiedendo se convenga iscriversi al RUNTS e assumere la qualifica di ETS (Ente del Terzo Settore).

La risposta non è uguale per tutti.

Per alcune organizzazioni può essere una scelta strategica. Per molte ASD sportive tradizionali, invece, l’iscrizione al RUNTS comporta la perdita di vantaggi fiscali importanti e un aumento significativo degli obblighi amministrativi.

Vediamo quindi nel dettaglio quando l’iscrizione al RUNTS per una ASD conviene davvero e quando invece può creare più svantaggi che benefici.

ASD e RUNTS: il primo problema è la perdita del regime 398

Il primo aspetto da considerare riguarda il regime fiscale previsto dalla Legge 398/1991, che rappresenta ancora oggi uno degli strumenti più vantaggiosi per le associazioni sportive.

Un’ASD che rimane fuori dal RUNTS può applicare il regime 398 e beneficiare di diversi vantaggi fiscali e amministrativi.

Tra questi:

  • limite di ricavi commerciali fino a 400.000 € annui
  • determinazione del reddito imponibile pari al 3% dei proventi commerciali
  • versamento dell’IVA in misura forfetaria al 50%
  • esonero dai registri IVA ordinari
  • gestione contabile estremamente semplificata

Quando una ASD decide di iscriversi al RUNTS come ETS, questi vantaggi non sono più applicabili.

L’associazione:

  • perde il regime 398/91
  • perde la forfetizzazione IVA al 50%
  • entra nel regime fiscale previsto dal Codice del Terzo Settore

Si tratta quindi di un cambiamento fiscale molto rilevante.

Il regime fiscale degli ETS è più restrittivo

Il Codice del Terzo Settore prevede un regime forfetario per gli ETS (art. 86 CTS), ma con condizioni molto più limitate rispetto alla Legge 398.

Il regime ETS può essere applicato solo fino a 130.000 € di ricavi commerciali annui, mentre il regime 398 consente alle ASD di operare fino a 400.000 € di ricavi.

Anche il calcolo del reddito imponibile cambia.

Nel regime ETS il reddito viene determinato applicando coefficienti:

  • 7% per le attività di servizi
  • 5% per le altre attività

Nel regime 398, invece, il reddito imponibile è pari al 3% dei proventi commerciali.

Un’altra differenza importante riguarda l’IVA.

Nel regime 398 l’IVA viene versata in forma forfetaria al 50% dell’IVA incassata. Nel regime ETS, invece, l’IVA deve essere gestita secondo le regole ordinarie.

Questo comporta un aumento della complessità amministrativa.

ASD e RUNTS: si perde la decommercializzazione dell’art.148 TUIR

Uno degli aspetti più rilevanti nel rapporto tra ASD e RUNTS riguarda la decommercializzazione dei corrispettivi specifici prevista dall’art.148 del TUIR.

Una ASD che non è iscritta al RUNTS può considerare non commerciali i corrispettivi versati dai soci per attività come:

  • corsi sportivi
  • allenamenti
  • attività istituzionali
  • tesseramenti collegati allo sport

In pratica questi corrispettivi non generano reddito commerciale imponibile.

Quando una ASD si iscrive al RUNTS come ETS, questa norma non si applica più.

Si applica invece l’art.79 del Codice del Terzo Settore, secondo il quale le attività sono considerate non commerciali solo se:

  • svolte gratuitamente
  • oppure con corrispettivi che non superano i costi effettivi

Se il corrispettivo supera il costo dell’attività, l’attività diventa commerciale.

Per molte associazioni sportive questo cambia completamente l’equilibrio economico della gestione.

Bilancio e contabilità diventano pubblici

Un’altra differenza importante tra ASD e RUNTS riguarda la gestione contabile.

Con il regime 398:

  • è sufficiente un rendiconto economico-finanziario
  • non esiste obbligo di deposito pubblico
  • la contabilità è semplificata

Con l’iscrizione al RUNTS invece:

  • il bilancio deve essere redatto secondo il DM 5 marzo 2020
  • il bilancio deve essere depositato nel RUNTS
  • i documenti diventano pubblicamente consultabili

Se le entrate sono inferiori a 220.000 euro, è previsto il rendiconto per cassa secondo schema ministeriale.
Oltre questa soglia è necessario redigere stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione.

Adeguamento dello statuto

Per iscriversi al RUNTS una ASD deve adeguare il proprio statuto al Codice del Terzo Settore.

Tra le modifiche richieste:

  • inserimento della qualifica di ETS
  • indicazione delle attività di interesse generale
  • clausola di divieto di distribuzione degli utili
  • disciplina della devoluzione del patrimonio a enti del Terzo Settore
  • regolamentazione dei volontari
  • disciplina dell’ammissione dei soci

Molte associazioni devono quindi riscrivere completamente lo statuto.

Personalità giuridica e patrimonio minimo

Una ASD può iscriversi al RUNTS anche senza acquisire la personalità giuridica.

In questo caso:

  • non serve capitale minimo
  • non serve atto notarile
  • la responsabilità degli amministratori resta personale

Se invece si vuole ottenere la personalità giuridica ETS, servono:

  • atto pubblico notarile
  • patrimonio minimo di 15.000 € per le associazioni
  • patrimonio minimo di 30.000 € per le fondazioni

Costi e gestione amministrativa

Un altro elemento da valutare riguarda l’aumento dei costi amministrativi.

Con l’ingresso nel RUNTS aumentano:

  • gli adempimenti contabili
  • gli obblighi di deposito
  • i controlli formali
  • la necessità di assistenza professionale continuativa

Molte ASD oggi operano con una gestione molto semplice grazie al regime 398. L’iscrizione al RUNTS comporta quasi sempre la necessità di una gestione amministrativa più strutturata.

Quando conviene davvero iscrivere una ASD al RUNTS

L’iscrizione al RUNTS può essere una scelta strategica quando:

  • si vogliono intercettare fondi riservati agli ETS
  • l’attività è principalmente sociale e non sportiva
  • si punta su una governance molto strutturata
  • si desidera maggiore riconoscimento istituzionale

Conclusione: ASD e RUNTS non sono sempre compatibili

Entrare nel Terzo Settore non è una scelta ideologica.

È una scelta tecnica e gestionale.

Per molte ASD sportive tradizionali, il regime 398/91 resta ancora oggi:

  • fiscalmente più vantaggioso
  • amministrativamente più semplice
  • più sostenibile nel lungo periodo

Prima di decidere se iscrivere una ASD al RUNTS, è quindi fondamentale valutare attentamente numeri, obblighi e impatto gestionale.

Perché nel non profit, come nello sport, le decisioni devono essere strategiche e consapevoli.

Pier Paolo Perisotto
Docente Formatore OPES Cinofilia
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